Il plastico di Buzzaceto, capolavoro “alpino” della bassa emiliana

Come sapete, sulla nostra pagina Facebook ogni tanto raccogliamo i video dei nostri amici, reali e virtuali: è sempre bello pubblicare i lavori di modellisti esperti, appassionati e raffinati.
Nei casi migliori, questo o quel plastico sono talmente sbalorditivi che ci viene voglia di approfondire: prendiamo il telefono e facciamo due chiacchiere con gli autori di quelle meraviglie. Dopo aver raccontato il plastico-monstre di Amanzio Segatori, un nostro follower ci ha scritto: “Ma avete mai sentito parlare di Buzzaceto???”.
Buzzaceto?
Sinceramente, mai.
Così ci siamo messi alla ricerca su Internet, su cosa fosse mai questo diamine di Buzzaceto. Un tizio? Un paesino con un plastico fisso? Ed è saltato fuori questo.

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Il plastico di Buzzaceto, capolavoro “alpino” della bassa emiliana

Märklin (e Trix) Ae 8/14 serie 11801: scalare il Gottardo nel 1931

Una Ae 8/14 scala la rampa Nord del Gottardo nel 1981
Una Ae 8/14 scala la rampa Nord del Gottardo nel 1981

Siamo in Svizzera ad inizio degli anni ’30: da cinquant’anni è attiva un’opera ingegneristica con davvero pochi altri eguali al mondo.
È la Ferrovia del Gottardo, che collega Chiasso a Lucerna, nel cuore della Confederazione Elvetica: 206 chilometri scavati a suon di dinamite – inventata, guarda caso, pochi anni prima da Alfred Nobel – nella roccia durissima delle Alpi, gallerie che hanno richiesto un tributo di sudore e sangue, viadotti da togliere il fiato a immaginarli, a costruirli, a percorrerli. Un dislivello complessivo di circa 2605 metri.

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Märklin (e Trix) Ae 8/14 serie 11801: scalare il Gottardo nel 1931

Robel 54.22: hai mai visto un trenino con gru mobile?

Fondata a Monaco di Baviera nel 1901, la ditta Robel è una delle più prestigiose aziende mondiali per macchine e attrezzature per l’edilizia ferroviaria.
Oggi la Robel è un colosso: è presente con i suoi macchinari in più di 70 Paesi, ed è uno dei player più accreditati per la “produzione e fornitura di soluzioni complesse per i cantieri ferroviari tecnicamente esigenti”, come recita il loro sito internet.

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Robel 54.22: hai mai visto un trenino con gru mobile?

Le radici della Étoile du Nord

Parigi negli anni ’20.

La Stella del Nord è un treno con una storia consistente, che affonda le radici nel periodo tra le due guerre mondiali: nel 1924 – anno del primo viaggio della Étoile du Nord, l’aria che si respira in Europa è strana. Nessuno vuole tornare in guerra, tutti sanno che è solo questione di tempo: il Trattato di Versailles del 1919 ha chiuso bruscamente la Grande Guerra, umiliando la Germania e gettando le basi per la catastrofe successiva.

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Le radici della Étoile du Nord

Trenini marchio Artuffo: cuore italiano da oltre 40 anni

Modellino Artuffo E 552È il 1975 quando Giuseppe Artuffo – che oggi tutti conosciamo come “Nonno Artuffo” – e la moglie Celestina decidono di concedersi una gita in Svizzera, a Losanna.
Montagna, relax, paesaggi incantevoli, certo. Ma non solo.

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Trenini marchio Artuffo: cuore italiano da oltre 40 anni

FS D.342: una storia di sorelle anni ’50

Alla fine degli anni ’50 le Ferrovie dello Stato decidono di mettere in produzione il modello D.342: bisogna mettere 20 motrici su rotaia, e farlo con una qual certa premura.
Lo scopo del gioco era ridurre le locomotive a vapore e percorrere soluzioni nuove, come ad esempio la propulsione diesel-idraulica.
Gli appalti vennero dati a quattro costruttori differenti: Fiat, Breda, OM ed Ansaldo.

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