DIGITALE O ANALOGICO?
Cosa c’entra il digitale con un plastico ferroviario? E i treni come si “guidano”?
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Continue reading “Modellismo Ferroviario: sistema digitale o tradizione in analogico?”Cosa è la Corrente Continua e cosa la Corrente Alternata?
La buona (o cattiva?) notizia è che devi ragionare sulla tipologia di corrente solo se stai costruendo la tua collezione in scala H0.
Continue reading “Modellismo Ferroviario: Corrente Continua o Corrente Alternata?”Iniziare a collezionare è forse il momento più eccitante di tutta questa faccenda. Vedi un pezzo, te ne innamori, pensi che intorno ci costruirai un intero mondo.
Continue reading “Modellismo Ferroviario: quale scala scegliere?”Accidenti, è un annetto che non pubblichiamo più nulla su questo blog! Abbiamo pensato di ripartire parlando del pezzo insider di quest’anno. Aiutateci ad arricchire questo articolo con altre informazioni o a correggerlo da eventuali refusi! Grazie!
Ieri sera è arrivata in negozio la DR Gruppo 01.5, codice Märklin 39208, e sinceramente siamo rimasti quei cinque minuti buoni a bocca aperta.
La base in legno, la colorazione blu di Prussia e nero, la lunghezza (28,2 cm): in vetrina sta proprio bene, credeteci. Prendendola in mano si prova una sensazione massiccia, di pezzo importante.
Non è solo per questo, però, che abbiamo deciso di dedicare questo articolo alla DR Gruppo 01.5: è una locomotiva storica, antica eppure moderna. È stata progettata quasi un secolo fa, almeno nel suo schema fondamentale, ed è stata ritirata ufficialmente solo nel 1991: una onorata carriera di 65 anni attraverso quattro sistemi politici (Weimar, il Terzo Reich, la Germania divisa, la Germania riunita), due invasioni (una effettuata, una subita), due guerre (una mondiale e una fredda), un sacco di altre cose.
Per capirla, e per raccontarla, bisogna mettere un po’ di ordine.
Il 4 novembre, in Italia, è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: prende le mosse dall’Armistizio di Villa Giusti, firmato il giorno prima tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico, con cui si sancivano la fine della Prima Guerra Mondiale e la vittoria italiana.
Come noto, in seguito a tale trattato passarono all’Italia il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e le province istriane.
Quest’anno ricorre il centenerio dalla fine della Prima Guerra Mondiale, e dunque cogliamo l’occasione per mostrarvi un po’ dei nostri modellini di articoli militari.
Gmünd, Carinzia, Austria: è l’8 giugno del 1948. L’ingegner Ferdinand Porsche ha 73 anni ed è sopravvissuto alla guerra. Non solo come persona fisica, ma come ingegnere, imprenditore, genio industriale.
I disegni, i progetti, le scartoffie per progettare un’auto ad alte prestazioni sono in un garage polveroso, dove i torni e i battilastra hanno appena terminato di rumoreggiare: è dal 1938 che Ferdinand lavora assieme al figlio Ferry, di 34 anni più giovane, per creare una macchina degna del suo nome.
La Porsche N. 1 sta aspettando lì, ormai già reale, la sua prima storica omologazione: le linee curve, l’alluminio sagomato a martellate sempre più dolci, sempre più sapienti, il motore 1.100 ovviamente benzina, il divano in pelle rosso fiammante.
Un giorno storico, di 70 anni fa: che, in un crossover non poi così casuale, Märklin ha deciso di celebrare con la serie “70 anni di auto sportive Porsche”.
Continue reading ““70 anni di auto sportive Porsche”: tutto sulla nuova serie Märklin”
Anche quest’anno il nostro negozio di Torino ospiterà il Märklin Digital Day 2018, un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di fermodellismo: Märklin viene in casa nostra per spiegare, per raccontare i nuovi modelli e per sciorinare tutte le possibilità delle configurazioni digitali.
Appuntamento alle ore 9.30 di venerdì 5 ottobre 2018, per un evento che durerà fino attorno alle 18.30 in due sessioni gemelle.
Dici “Coccodrillo” e tutti si illuminano: del resto, è forse la locomotiva elettrica più iconica di sempre, dalla sagoma inconfondibile e con un secolo di cose da raccontare.
Il primo Coccodrillo fu infatti costruito a partire dal 1919 in Svizzera, tra Winterthur e Zurigo, per essere messo su rotaia nel 1920: a 99 anni dai primi progetti Märklin ha deciso di dedicare alla Ce 6/8II 14282 il modellino Insider dell’estate 2018.
Continue reading “Il Coccodrillo Märklin Insider è arrivato: ecco la sua storia!”
Nel 1939 perfino la Nuova Cancelleria del Reich è pronta: Adolf Hitler ha spronato il geniale architetto Albert Speer per consegnargli la nuova sede del potere il più in fretta possibile, per impressionare il suo popolo, i dignitari stranieri e dare una sede di adeguato rango al Terzo Reich in via di prossima, implacabile espansione.
Di pari passo con la grandeur dell’architettura nazista, l’opera organizzativa della logistica tedesca progrediva con successo verso le conquiste territoriali e militari.
Continue reading “Märklin Club Insider – Tutte le foto originali della DRB Gruppo 50”
Questa storia la possiamo raccontare da tre angolazioni diverse: possiamo parlare della Märklin 3047, uno dei modellini più longevi del marchio tedesco, prodotto ininterrottamente dal 1964 al 1980; possiamo approfondire il contesto della DRG Gruppo 44 della Ferrovia Federale Tedesca, la cara vecchia DB, e conoscere uno di quei simpatici bisonti a vapore della fine degli anni ’50 incaricati di trainare convogli merci su e giù nella Germania in via di ricostruzione; e possiamo infine concentrarci sulla riedizione attuale dell’una e dell’altra, la Märklin 30470 inserita nel contesto di Märklin Vintage.
Märklin è un nome con cui qualunque modellista prima o poi si scontra: si può dire che il modellismo diventa “di massa” proprio grazie alla casa di Göppingen, sin dal lontano 1891 – anno in cui fu prodotto il primo trenino giocattolo.
Dunque un fiorire di Scala H0, e poi N, e poi l’invenzione della Scala Z per i modellisti con poco spazio e grande passione.
Non tutti, invece, sono al corrente della serie Märklin Metall, ed è un gran peccato.
Mica avevano smesso di essere ricchi, negli anni ’20: nemmeno in Germania. Certo, la ricostruzione postbellica e la tragedia incipiente di Weimar davano da pensare alla classe media europea, sostanzialmente macellata, e soprattutto al variegato grigiore della classe più umile – divisa tra poveri, poverissimi e miserabili.
Ma la ricchezza è come quelle masse di gel imprigionate in un tubo colmo d’acqua: se il sistema è in equilibrio, è più o meno distribuita; se si inclina, si accumula tutta su un’estremità. E così, mentre il pane iniziava a costare qualche milione di marchi e le nubi del prossimo conflitto si addensavano sulle operose, umiliate e orgogliose città tedesche, c’erano anche altre esigenze da soddisfare: il turismo d’élite inglese, per esempio, che voleva affacciarsi alle bellezze alpine e mediterranee per sfuggire alla umidità atmosferica ed aridità esistenziale del clima oceanico.
Per questo, solo per questo, nel 1928 nacque il Rheingold.
Come sapete, sulla nostra pagina Facebook ogni tanto raccogliamo i video dei nostri amici, reali e virtuali: è sempre bello pubblicare i lavori di modellisti esperti, appassionati e raffinati.
Nei casi migliori, questo o quel plastico sono talmente sbalorditivi che ci viene voglia di approfondire: prendiamo il telefono e facciamo due chiacchiere con gli autori di quelle meraviglie. Dopo aver raccontato il plastico-monstre di Amanzio Segatori, un nostro follower ci ha scritto: “Ma avete mai sentito parlare di Buzzaceto???”.
Buzzaceto?
Sinceramente, mai.
Così ci siamo messi alla ricerca su Internet, su cosa fosse mai questo diamine di Buzzaceto. Un tizio? Un paesino con un plastico fisso? Ed è saltato fuori questo.
Siamo in Svizzera ad inizio degli anni ’30: da cinquant’anni è attiva un’opera ingegneristica con davvero pochi altri eguali al mondo.
È la Ferrovia del Gottardo, che collega Chiasso a Lucerna, nel cuore della Confederazione Elvetica: 206 chilometri scavati a suon di dinamite – inventata, guarda caso, pochi anni prima da Alfred Nobel – nella roccia durissima delle Alpi, gallerie che hanno richiesto un tributo di sudore e sangue, viadotti da togliere il fiato a immaginarli, a costruirli, a percorrerli. Un dislivello complessivo di circa 2605 metri.