La storia della Märklin Metall – e la nostra splendida collezione

Märklin è un nome con cui qualunque modellista prima o poi si scontra: si può dire che il modellismo diventa “di massa” proprio grazie alla casa di Göppingen, sin dal lontano 1891 – anno in cui fu prodotto il primo trenino giocattolo.
Dunque un fiorire di Scala H0, e poi N, e poi l’invenzione della Scala Z per i modellisti con poco spazio e grande passione.
Non tutti, invece, sono al corrente della serie Märklin Metall, ed è un gran peccato.

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La storia della Märklin Metall – e la nostra splendida collezione

La saga del Rheingold – Scopri come Märklin ne festeggia i 90 anni

Uno dei più bei trenini di sempre: il märklin rheingold in scala h0 è finalmente arrivato da artuffo modellismo. vi raccontiamo la storia di questo capolavoro!

 

rheingold marklin
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Mica avevano smesso di essere ricchi, negli anni ’20: nemmeno in Germania. Certo, la ricostruzione postbellica e la tragedia incipiente di Weimar davano da pensare alla classe media europea, sostanzialmente macellata, e soprattutto al variegato grigiore della classe più umile – divisa tra poveri, poverissimi e miserabili.
Ma la ricchezza è come quelle masse di gel imprigionate in un tubo colmo d’acqua: se il sistema è in equilibrio, è più o meno distribuita; se si inclina, si accumula tutta su un’estremità. E così, mentre il pane iniziava a costare qualche milione di marchi e le nubi del prossimo conflitto si addensavano sulle operose, umiliate e orgogliose città tedesche, c’erano anche altre esigenze da soddisfare: il turismo d’élite inglese, per esempio, che voleva affacciarsi alle bellezze alpine e mediterranee per sfuggire alla umidità atmosferica ed aridità esistenziale del clima oceanico.
Per questo, solo per questo, nel 1928 nacque il Rheingold.

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La saga del Rheingold – Scopri come Märklin ne festeggia i 90 anni

Il plastico di Buzzaceto, capolavoro “alpino” della bassa emiliana

Come sapete, sulla nostra pagina Facebook ogni tanto raccogliamo i video dei nostri amici, reali e virtuali: è sempre bello pubblicare i lavori di modellisti esperti, appassionati e raffinati.
Nei casi migliori, questo o quel plastico sono talmente sbalorditivi che ci viene voglia di approfondire: prendiamo il telefono e facciamo due chiacchiere con gli autori di quelle meraviglie. Dopo aver raccontato il plastico-monstre di Amanzio Segatori, un nostro follower ci ha scritto: “Ma avete mai sentito parlare di Buzzaceto???”.
Buzzaceto?
Sinceramente, mai.
Così ci siamo messi alla ricerca su Internet, su cosa fosse mai questo diamine di Buzzaceto. Un tizio? Un paesino con un plastico fisso? Ed è saltato fuori questo.

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Il plastico di Buzzaceto, capolavoro “alpino” della bassa emiliana

Märklin (e Trix) Ae 8/14 serie 11801: scalare il Gottardo nel 1931

Una Ae 8/14 scala la rampa Nord del Gottardo nel 1981
Una Ae 8/14 scala la rampa Nord del Gottardo nel 1981

Siamo in Svizzera ad inizio degli anni ’30: da cinquant’anni è attiva un’opera ingegneristica con davvero pochi altri eguali al mondo.
È la Ferrovia del Gottardo, che collega Chiasso a Lucerna, nel cuore della Confederazione Elvetica: 206 chilometri scavati a suon di dinamite – inventata, guarda caso, pochi anni prima da Alfred Nobel – nella roccia durissima delle Alpi, gallerie che hanno richiesto un tributo di sudore e sangue, viadotti da togliere il fiato a immaginarli, a costruirli, a percorrerli. Un dislivello complessivo di circa 2605 metri.

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Märklin (e Trix) Ae 8/14 serie 11801: scalare il Gottardo nel 1931

Amanzio Segatori, l’uomo dei plastici-monstre! Guarda i video

Amanzio SegatoriAvete mai visto un doppio plastico multipiano, con ambientazione americana ed europea? Forse sì, alle fiere o in qualche festival di modellisti.
Ma è davvero raro vedere bestioni del genere in abitazioni private: ebbene, se capitate a Tivoli potreste chiedere di Amanzio Segatori, vulcanico 62enne con un approccio scientifico al collezionismo.

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Robel 54.22: hai mai visto un trenino con gru mobile?

Fondata a Monaco di Baviera nel 1901, la ditta Robel è una delle più prestigiose aziende mondiali per macchine e attrezzature per l’edilizia ferroviaria.
Oggi la Robel è un colosso: è presente con i suoi macchinari in più di 70 Paesi, ed è uno dei player più accreditati per la “produzione e fornitura di soluzioni complesse per i cantieri ferroviari tecnicamente esigenti”, come recita il loro sito internet.

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Robel 54.22: hai mai visto un trenino con gru mobile?

Le radici della Étoile du Nord

Parigi negli anni ’20.

La Stella del Nord è un treno con una storia consistente, che affonda le radici nel periodo tra le due guerre mondiali: nel 1924 – anno del primo viaggio della Étoile du Nord, l’aria che si respira in Europa è strana. Nessuno vuole tornare in guerra, tutti sanno che è solo questione di tempo: il Trattato di Versailles del 1919 ha chiuso bruscamente la Grande Guerra, umiliando la Germania e gettando le basi per la catastrofe successiva.

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Le radici della Étoile du Nord

La Gruppo 75.4 in versione H0 della Trix è disponibile!

La Gruppo 75.4 realizzata da Trix
La Gruppo 75.4 realizzata da Trix

Nel 1914 la Maschinenbau-Gesellschaft di Karlsruhe consegna la prima di 135 locomotive-tender a vapore al Granducato del Baden, le Classe Baden VI C che poi diventeranno le DB Gruppo 75.4: sono gli ultimi anni dell’Impero Tedesco, unificato definitivamente da Bismarck nel 1871 e sulla via della catastrofica Prima Guerra Mondiale.

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La Gruppo 75.4 in versione H0 della Trix è disponibile!

Märklin Serie 146.0 versione viola: chi sono le figlie del TRAXX?

La Märklin DB Serie 146.0 allestita su un plastico H0.
La Märklin Serie 146.0 allestita su un plastico H0.

Per inquadrare a dovere la Serie 146.0 è necessario introdurvi nel magico mondo del progetto TRAXX.
Il progetto TRAXX è stato uno degli investimenti ferroviari più interessanti degli ultimi 50 anni: lo misero in piedi la tedesca ADtranz prima (una società operante tra il 1996 e il 2001 in Germania, risultato della joint-venture fra ABB Daimler Benz Transportation e DaimlerChrysler Rail Systems) e la nordamericana Bombardier poi.
Questo marasma di sigle, società, collaborazioni e giganti dell’industria pesante mondiale (la Bombardier è canadese, ad esempio) complica un’idea in realtà molto semplice, frutto di una serie di passaggi logici che recitano più o meno così: Leggi tutto

Märklin Serie 146.0 versione viola: chi sono le figlie del TRAXX?

Rivivere gli anni ’80 con la FS E 633

Davvero dobbiamo scrivere un articolo per parlare delle FS E 633, conosciute anche e soprattutto come Le Tigri, le locomotive multiruolo che ha caratterizzato gli anni ’80 italiani? Di solito, nelle nostre brevi presentazioni proviamo a descrivere la locomotiva, contestualizzarla e dare due o tre dati tecnici per permettere ai nostri amici lettori di farsi un’idea. Ma qui, davvero, è il caso?

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Rivivere gli anni ’80 con la FS E 633

Märklin My World: il trenino… formato bambino!

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MÄRKLIN MY WORLD: RISPONDERE ALLA VECCHIAIA – Oggi affrontiamo un argomento complesso: trasmettere una passione. Ci va un po’ di coraggio. Tutti quanti ci siamo sentiti trattati da vecchi quando abbiamo parlato del nostro hobby, e chi nega o è stato particolarmente fortunato oppure – più probabile – mente sapendo di mentire. Il problema dell’essere vecchi è sostanzialmente avere passioni, abitudini e interessi che i più giovani non hanno. E infatti, “ma che pretendi, che un ragazzino giochi coi trenini?”.

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Märklin My World: il trenino… formato bambino!

Un mulo da soma tedesco: la DB Gruppo 85

DB Gruppo 85Si trova molto poco, in lingua italiana, sulla possente DB Gruppo 85, agile signorina da 133,6 tonnellate prodotta in 10 esemplari per conto di Deutsche Bundesbahn.
Una scarsa attenzione cui ripara Märklin con la sua 37099, modellino in scala H0 di questa vettura da traino principalmente merci utilizzata prima nel Reich e poi nella Germania Ovest.

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Un mulo da soma tedesco: la DB Gruppo 85

La DB 103.1: l’immortale eroina del Parsifal

La competitività del servizio è sempre stata la principale leva di aggiornamento dei sistemi ferroviari: una corsa non solo su se stessi, ma soprattutto nei confronti delle altre categorie di trasporto, verso l’alto (gli aerei) e verso il basso (le automobili).
Fu proprio il progresso della motorizzazione di massa a far sorgere l’esigenza, a metà anni ’60, di aumentare le prestazioni medie dei treni a medio-lunga percorrenza: la Germania rispose a questa necessità mettendo in cantiere, letteralmente, la serie DB 103.1.

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La DB 103.1: l’immortale eroina del Parsifal

La FS Gruppo 691: storia della Pacific italiana

Gruppo 691 StoriaLa FS Gruppo 691 è la più bella, possente e potente locomotiva a vapore del nostro Paese: conosciuta anche come “la Pacific italiana”, fu il prodotto di un’idea ambiziosa di fine anni ’20.
Nei suoi oltre 30 anni di carriera è stata la protagonista del trasporto rapido nel nord Italia, in una corsa appaiata tra lo sferragliare delle sue ruote biellate da una parte e la incipiente elettrificazione dell’altra. Leggi tutto

La FS Gruppo 691: storia della Pacific italiana

Quando le ferrovie svizzere cambiarono marcia: la Roco Re 460

FFS Re 460 - Svizzera
La FFS Re 460 in servizio in Svizzera

“Puntuale come un treno svizzero”: l’adagio proverbiale, alla fine degli anni ’70, rischiava di perdere gran parte del suo significato.
La rete ferroviaria elvetica non era più al passo coi tempi, sia sul piano delle infrastrutture sia per quanto riguardava il materiale rotabile.
Questa situazione portò al varo del piano “Ferrovie 2000”, una serie di interventi federali con un costo superiore ai 5 miliardi di euro finalizzati a modernizzare le gloriose ferrovie rossocrociate: grazie a questi fondi vide la luce un nuovo modello di organizzazione ferroviaria e, tra le altre cose, la produzione delle Locomotive ad Alta Velocità FFS Re 460. Leggi tutto

Quando le ferrovie svizzere cambiarono marcia: la Roco Re 460

La Stampa parla di Artuffo: ecco i due articoli su di noi

Articolo 16 aprile 2017 Artuffo Paolo Coccorese
La Stampa, 16 aprile 2017: il nostro pezzo è quello a sinistra

La Stampa è il giornale della nostra città: venduto in tutta Italia, certo, ma scritto e pensato da e per Torino.
I torinesi le sono legati, anche se la leggono meno di un tempo; anche se in dialetto le affibbiano il nomignolo di “La Busiarda” – che certo non necessita di traduzione. Eppure, anche qui, emerge l’affettuoso distacco che il piemontese dedica alle cose cui tiene veramente. Per rispetto, per disincanto, per – termine chiave, da queste parti – pudore.

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La Stampa parla di Artuffo: ecco i due articoli su di noi

Plastico alla francese? Te lo spiega Riccardo

plastico ferroviario francese epoca IVIl nostro amico Riccardo è un ingegnere del ramo ferroviario, ed è un appassionato da dieci e lode. Ci ha mandato le foto del suo plastico e ci ha raccontato i suoi progetti fermodellistici.
Fatelo anche voi, vi pubblicheremo e – se vorrete – vi daremo qualche dritta per portare avanti il vostro progetto.

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Plastico alla francese? Te lo spiega Riccardo

E 626: scopri l’ultima offerta Le Models

E 626 Oggi vi raccontiamo dei ruggenti anni ’20: ovviamente di champagne e cocotte ci interessa il giusto; da queste parti siamo più attratti da cosa, come e perché viene messo su rotaia.
Proprio negli anni ’20 ci si proietta verso un genere di locomotrici di nuova concezione, capaci di utilizzare l’ultimo, rivoluzionario ritrovato della tecnologia: l’elettricità.
Da una parte i Trifase, dall’altra progetti paralleli per utilizzare al meglio questa nuova sorgente di energia motrice: ecco come nascono le locomotive del gruppo E 626, le capostipiti del sistema di alimentazione in corrente continua a 3000V.

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Märklin DB 10: il canto del cigno nero

Marklin DB 10 prototipo insider
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Da un certo punto di vista, è un gran peccato che l’epoca del vapore sia terminata: per andare a spanne, nell’Occidente il vapore va in pensione a fine anni ’60 per essere sostituito da forme di propulsione più sostenibili economicamente.
E ci mancherebbe, per carità.

Ma a guardare il solo lato del design, beh, sarebbe stata una goduria. Cosa avrebbero tirato fuori i progettisti in termini di aerodinamica, di utilizzo degli ingombri, di innovazione dei materiali se fossimo andati avanti… su questi binari?
Un piccolo indizio lo dà questo splendido prototipo Märklin del gruppo DB 10, una locomotiva capace di rubarti lo sguardo tra gli spigoli, le curvature delle paratie e quel suo rosso brillante nostalgicamente fuori dal tempo.
Vi raccontiamo la sua genesi.

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Märklin DB 10: il canto del cigno nero

La Artuffo E 570 trifase: una serie storica

La "flotta" dei 4 trifase E 570 marchiati Artuffo - Artuffo E 570 trifase
La “flotta” dei 4 trifase E 570 marchiati Artuffo

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LA STORIA DELLA ARTUFFO E 570 TRIFASE – Gli anni d’oro delle locomotive a vapore iniziano a vedere la fine: già negli anni ’20 le ferrovie dei vari Paesi stanno valutando alimentazioni differenti dal carbone, carburante costoso e di non semplicissimo reperimento. L’approvvigionamento del carbon fossile, infatti, è soggetto a una serie di variabili non banali, che nei casi più estremi ha portato niente meno che a tensioni addirittura geopolitiche.
In un’Italia pervasa dalle spinte futuriste si comprende già la direzione che prenderà il domani: spostamenti rapidi, di massa, frequenti. E il carbone non basterà più.

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La Artuffo E 570 trifase: una serie storica